Marco Marcuzzi
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Lo Speziere di Porto Valtravaglia

Thrillogy

Squillo di Morte a Maccagno


Lo Speziere di Porto Valtravaglia
LO SPEZIERE DI
PORTO VALTRAVAGLIA


Jean Paul adocchia la splendida Giuditta la quale passa per il paese spingendo sulla carrozzina una vecchia signora. Vincendo l’ostilità di quest’ultima, si fa assumere come giardiniere nella loro villa riuscendo a fare innamorare la sua preda. Mediante sofisticati marchingegni, compirà una serie di omicidi per conquistarsi il ruolo di padrone di casa… Jean Paul, però, non ha tenuto conto dell’amore.
La trama, sullo sfondo magico del Lago Maggiore, è intricata e contiene momenti di suspance, humor ed eros. Nei protagonisti convivono facce diverse di personalità complesse che entrano in conflitto disegnando una storia nella quale l’umano e il disumano sembrano non essere più distinguibili.

Thrillogy
THRILLOGY

Tre brevi romanzi, tre protagonisti: dal calzolaio, maestro di vita, d'amore e di coraggio di un liceale che marina la scuola; al bigotto, sostenitore di certezze e incrollabili verità; al musicologo, stimato professore in pensione alla ricerca di un'oasi di pace nella sua villa in collina vista lago.
Nel dipanarsi delle vicende i toni leggeri degli incipit vanno trasformandosi in un crescendo di colpi di scena fino a determinare situazioni paradossali, nelle quali la bellezza del Lago Maggiore fa da intimo sfondo all'ineluttabilità degli eventi.
Cinici, spietati e romantici al tempo stesso: questa l'essenza dei personaggi di Marcuzzi, protagonisti che vanno ancora una volta a sfatare il mito di una 'nobile giustizia universale'.




squillo_copertinaSQUILLO DI
MORTE A MACCAGNO

Dopo Lo speziere di Porto Valtravaglia e Thrillogy, Marco Marcuzzi torna con Squillo di morte a Maccagno, un romanzo giallo nuovamente imperniato su quella pacifica follia che aleggia tra le valli del Lago Maggiore. Un organaro, un prete, una madre indegna… sono alcuni degli ingredienti che conducono il commissario Florio a toccare con mano lo squallore di una realtà famigliare celata dalla bellezza dei luoghi, a partire da quello del crimine. Egli è tuttavia pervaso da un’umanità che lo salva da quel «mestieraccio che ti divora l’anima» e il caffè in ufficio - fatto con la moka - risponde a una filosofia di vita.La tragedia assume aspetti grotteschi, tratteggiata da quel “cinismo romantico” con cui ancora una volta l’autore si distingue in una narrazione intensa e avvincente.